SUKA OFF (PL)

SUKA OFF è un gruppo polacco attivo dal 1995. Sviluppa i propri progetti attraverso installazioni, performance art, visual theatre, video arte, fotografia e club action.  Il gruppo si è esibito in diversi teatri, gallerie d'arte e club in Europa, Argentina, Brasile, Cile e Giappone.
Del progetto SUKA OFF fanno parte il fondatore, Piotr Wegrzynski, con Sylvia Lajbig, Hellen Burrough and Maciej Dziaczko.

SUKA OFF lavora su:
- la carnalità dell'uomo in tutti i suoi aspetti biologici e fisiologici;
- il tentativo di definire “il terzo genere”, confondendo gli attributi individuali e i codici sessuali imposti dalla cultura;
- i meccanismi della natura umana e i virus della paura e della violenza rappresentati con liquidi sintetici (lattice liquido, pittura ad acrilico);
- la ricerca di forme di comunicazione radicali e alternative basate sulla connessione del corpo umano vivente e le funzioni di apparecchi elettronici;
- l'estetica post-industriale, lo “scontro” tra il corpo umano e la sostanza di materiali come l'acciaio, l'alluminio, il cemento e il silicone;

www.sukaoff.com

 

RED DRAGON

12.09.2009
PALAZZO MONTE DI PIETÀ
h. 21 / 09 p.m.


REPLICA: h. 2330 / 1130 p.m.

Prima nazionale / Italian Premiere
Durata: 40’
BODY ART PERFORMANCE

Ingresso € 5

Consigliata la prenotazione
allo 0481-961345 o al 3473854061

Spettacolo consigliato ad un pubblico adulto

Il ciclo ”DRAGON” inscena una forma sintetica di finzione che non ha eguali in natura, ma è una parte della mitologia e della poetica artistica di SUKA OFF.
Il processo di squamazione è analogo a quello che ha luogo in natura, ma in questo caso è la pelle che muta la costituzione fisica della carne.
La squamazione – il distacco dalla matrice – non è uno stato intermedio. Conduce a una più rapida distruzione del corpo / matrice.
Il processo di creazione è invertito: l’inizio della performance mostra un oggetto / scultura / immagine finito: un uomo coperto di una membrana sintetica. L’immagine si trasforma e deforma nel ”DRAGON”, una forma artificiale creata sulla base di forme umane.

 

The "DRAGON" cycle creates a fictional, synthetic form that doesn't have any equvalent in nature, but is a part of the mythology created by SUKA OFF.
The process of skin shedding is analogous to the one that takes place in nature, but in this case it's the skin that sheds the burden of the flesh.
The performance presents the process of working with the structure of an elastic surface. The "skin shedding" - the separation from the matrix - is not an intermediate state. It leads to a quicker destruction of the body / matrix.
The process of creation is converted. The beginning of the performance shows a finished object / sculpture / image - a man covered in a synthetic substance. The image gets transformed and deformed and as the end result we receive the "dragon" - an artificial form created on the basis of real human shapes.

Previous versions of the “RED DRAGON” cycle were presented at:
Visions of Excess / SPILL Festval / London / UK
Torture Garden / London / UK

 

 

 



TRANSFERA 4

12.09.2009
GALLERIA REGIONALE D’ARTE
CONTEMPORANEA L.SPAZZAPAN

h.20 / 8 p.m.
REPLICA: h. 23 / 11 p.m.


REPLICA: 13.09.2009 -h. 23 / 11 p.m.

Prima nazionale / Italian Premiere

Durata: 30’
VIDEO & BODY ART PERFORMANCE

Ingresso € 5

Consigliata la prenotazione
allo 0481-961345 o al 3473854061

Spettacolo consigliato ad un pubblico adulto

Il maschio e la femmina dialogano attraverso l'interazione fisica con l'aiuto di apparecchi per la registrazione di immagini: polaroid, macchine fotografiche digitali, videocamere e proiettori.
Tra il mittente e il destinatario sta il corpo umano, nel quale vengono inseriti apparecchi elettronici, oggetti metallici e trasmettitori d'impulsi. La manipolazione costante di informazioni scuote l'equilibrio precostituito e i ruoli socialmente acquisiti diventano un costume, in un gioco di illusioni. Il maschio e la femmina si scambiano “immagini” e i relativi significati. Il contatto e le relative circostante vengono rese un feticcio dalla coppia.
L'obiettivo di tranSfera 4 è quello di cercare forme di comunicazione non verbale fra i soggetti coinvolti in una relazione amorosa. Il lavoro è un ibrido che, in forma di installazione audio-video, include una live performance usando elementi sonici e visuali in tempo reale.

I performers alterano l'immagine percepita del corpo con riferimenti all'attuale caos nell'informazione e alla manipolazione della realtà eseguita dai media. Hanno a che fare direttamente con gli aspetti fisico, emotivo, sessuale e di genere di una relazione amorosa e con la mediazione digitale, concepiti come dei “trasferimenti” o scambi tra i due performer.
Il pubblico viene coinvolto nella performance facendosi fotografare, e i volti fotografati vengono poi mescolati con quelli dei performer e proiettati sul muro. Tutte le fotografie, stampante durante la performance, vengono appese al muro come una sorta di piccola mostra.

 

Man and woman are conducting a dialogue by having a physical intercourse with help of image capturing devices: polaroid and digital photo cameras as well as video cameras and projectors. Between the senders and the receivers stands the human body, in which electronic systems and metal objects / impulse transmitters are placed.
The constant manipulation of information shakes the balance and the socially attributed roles become a costume in a game of illusion. The male and female exchange "images" and their meanings. The couple fetishizes the connection and the accompanying circumstances.
The goal of "tranSfera 4" is to search for non-verbal forms of communication between those in an intimate relationship. It is a hybrid work, which installed as an audio-visual exhibit, involves live performance utilising real-time video and sonic components.

The performers alter the perceived image of body, referring to the modern information chaos and the manipulation of reality performed by the media and their technologies. They deal directly with both physical / emotional / sexual and gender aspects of intimacy and digital mediations, here conceptualised as "transfers" or exchanges between the two performers.
The audience of this performance gets involved by posing to the polaroid camera - the pictures of peoples' faces are then digitally mixed with the faces of the performers and projected on the wall. All polaroids and photo prints (printed live during the performance) are being attached to the wall as
a kind of a small exhibition.

Previous versions of the “tranSfera” cycle were presented at:
Body Art Performance Festival /  Poznan / PL
Borderline Biennial Off Lyon / Lyon / FR
Transvizualia 007 Mediascream! / Gdynia / PL
Intimacy: Across Visceral & Digital Performance / London / UK
The Others Gallery, London/UK
Media Ritual V / Wroclaw / PL